Festa delle scuole

2011 - XIX edizione della Rassegna "Festa delle scuole"

  • Presentazione
  • Giudizi della giuria
  • I vincitori
XIX edizione della Rassegna "Festa delle scuole"

concorso teatrale  per le scuole dell’infanzia, primarie, medie e superiori del XIX Municipio – 16 maggio -6 giugno 
Teatro Andrea Daloe (Via Vittorio Montiglio, 2, Parrocchia di Gesù Divin Maestro) - Roma

 

Il XIX Municipio Roma Monte Mario organizza, in collaborazione con  l’ Associazione Culturale Psicoanalisi Contro – Compagnia Teatrale Sandro Gindro, la XIX Edizione del concorso teatrale  “Festa delle scuole”

L'iniziativa vuole essere una proposta di confronto, un circolo virtuoso entro cui professionisti del teatro, docenti e giovani alunni delle scuole di ogni ordine e grado si incontrino per un reciproco arricchimento.  

Il concorso riservato a tutte le scuole del territorio del XIX Municipio quest’anno vede la presenza di 14 scuole. Esse tra il 16 maggio ed il 6 giugno presso il teatro Andrea Daloe (Via Vittorio Montiglio, 2, Parrocchia di Gesù Divin Maestro) presenteranno i lavori teatrali allestiti durante l’anno scolastico, con l’ausilio dei docenti coadiuvati da esperti esterni. Premiazione martedì 7 h. 9,30. Ingresso libero

Programma

Lun. 16/05 h 20,30
I.S. Cartesio-Luxemburg

Laboratorio teatrale

OKKUPAZIONE

Regia di P. Scannavino

 Mart. 17/05 h 18,00

119° C.D. Lambruschini / plesso Sordi

Classi IB, IC, IIB, IIIA

IL TEMPO DI MOMO

A cura di D. Sbrana, D. Pietroni

 Mart. 17/05 h 21,00

297° C.D. V. Trionfale / pl. Assarotti

Classe I A

LA STREGA NERINA

A cura di D. De Simone, L. Bilardo

 Merc. 18/05 h 18,00

Sc. Piccole Ancelle del Sacro Cuore

Sc. Infanzia

IL PAESE VERDE

A cura di P. Lippolis

 Merc. 18/05 h 19,00

Sc. Piccole Ancelle del Sacro Cuore

Classi I, II, III

IL RE CICLO

A cura di P. Lippolis

Merc. 18/05 h 20,00

Sc. Piccole Ancelle del Sacro Cuore

Classi IV, V

IL RE CICLO

A cura di P. Lippolis 

Mart. 24/05 h 18,00

119° C.D. Lambruschini / pl. Donati

Classe I A

LO SCHIACCIANOCI

A cura di C. Vannucci, K. De Cesaris

Merc. 25/05 h 18,00

S.M.S. Sacchetto

Laboratorio canto corale

MUSICA, MOVIMENTO E…

A cura di G. Capone, M. Capezzuto, E. Carioti, M. Guariniello

Merc. 25/05 h 20,00

Sc. Parit. Suor Celestina Donati

Classe V

IL BARBIERE DI SIVIGLIA

A cura di A. Cascioli

Giov. 26/05 h 18,00

119° C.D. Lambruschini / pl. Donati

Classe I C

KIEKO E I LADRI DELLA NOTTE

A cura di M. Gigante, P. Zitelli

Lun. 30/05 h 18,00

I.C. Pio La Torre / pl. Andersen

Classe IV A, IV B

PANE, AMORE E… POESIA

A cura di M. De Luca

Lun. 30/05 h 21,00

I.C. Pio La Torre / pl. Andersen

Classe V sez. unica

LIFE LONG LEARNING (IMPARARE PER TUTTA LA VITA)

A cura di S. Dalloca

Mart. 31/05 ore 18,00

Sc. Parit. S. Antonio, V. Benedettine

Classe V

SE IL TEMPO FOSSE UN GAMBERO

A cura di V. Palumbo, G. Giorgi

Mart. 31/05 h 20,00

I.C. D. R. Chiodi / Sec. I grado

Classe II D

LA DONNA E I SUOI CINQUE CORTEGGIATORI

A cura di M. Guglielmelli, M. Svaicari

Merc. 1/06 h 18,00

Sc. Parit. S. Antonio, V. Balduina

Classe V

L’ARCOBALENO: LA RICCHEZZA DELLA DIVERSITA’

A cura di A. Di Zillo/suor Gemma

Merc. 1/06 h 20,00

Liceo Classico Tacito/Succursale

Laboratorio teatrale

GIROTONDO

A cura di S. Marino

Ven. 3/06 h 20,00

S.M.S. P. Stefanelli, pl. Via Taverna

Lab. Stabile di teatro

LA DODICESIMA NOTTE

Regia di G. Pepe

Lun. 6/06 h 15,00

Festa dei nidi e dell’infanzia del XIX Municipio

Lunedì 6/06 h 17,00

S.C. Infanzia Besso

Sez. D

MA CHE STORIA SIAMO NOI…

A cura di A. Bedin, R. Marceddu, M. Todino

Mart. 7/06 ore 9,30

PREMIAZIONE

I.S. Cartesio - Luxemburg
Okkupazione

Buono l’impegno recitativo ed espressivo: al di là di una comprensibile timidezza, si nota un serio lavoro di laboratorio, svolto dall’intera compagnia, misuratasi con una drammaturgia  di impegno sociale. I movimenti di scena spesso mancano di quel briciolo di fluidità che li renderebbe maggiormente gradevoli.
Punto di forza: la validità dei contenuti scelti, che aiuta i ragazzi a conoscere e cercare di comprendere un passato molto vicino, strettamente legato ai propri genitori. 
Punto di debolezza: talvolta gli attori hanno difficoltà a trovare il ritmo: alcuni silenzi di troppo uniti a qualche movimento di scena non proprio funzionale allo spettacolo rallentano un pò la piece, senza però alterarne la fruibilità e la comprensione.

119 C.D. Lambruschini/Plesso Sordi
Il Tempo di Momo

Un esercito di bambini in scena, ordinati, grintosi e felici di poter raccontare una storia divertente e  coinvolgente.
I dialoghi sono ben ritmati e adeguati all’età dei bambini. La recitazione è naturale,buoni il ritmo ed  il movimento in scena.
Ottime le scelte musicale che hanno aiutato i bambini ad esprimersi anche attraverso i movimenti del corpo 
Punto di forza: l’ordine in scena ha reso ottimale l’utilizzo dello spazio scenico, il movimento corale, le entrate e le uscite.
Punto di debolezza: in alcuni momenti, forse a causa della confusione del pubblico, forse per la bassa intensità di voce di qualche piccolo attore, si sono persi alcuni passaggi drammaturgici non sostanziali ma comunque funzionali all’economia dello spettacolo

297° C.D.  Via Trionfale/Plesso Assarotti
La strega Nerina

Spettacolo su misura per bambini di classe prima, movimento scenico funzionale alla drammaturgia. Buona la regia, soprattutto nella scelta di una mimica asciutta e di semplici movimenti corali che hanno guidato i piccoli attori nel racconto della storia.
Apprezzabile lo sforzo di una gran parte dei bambini che, con una buona intensità di voce, hanno attirato l’attenzione del pubblico.
Punti di forza: la scelta del tema, molto attuale, ha permesso ai bambini di affrontare un argomento didattico attraverso il teatro. Inoltre i piccoli attori hanno concepito lo spettacolo come un grande gioco al cui interno potevano sentirsi liberi di esprimersi.
Punto di debolezza: solo in qualche momento le relazioni interpersonali quotidiane hanno preso il sopravvento lasciando in secondo piano lo svolgimento della storia.  Ma anche in questo caso i piccoli attori sono stati in grado di condurre a termine in maniera eccellente il loro lavoro teatrale.

Piccole Ancelle del sacro Cuore
Scuola dell’Infanzia
Il Paese verde

Una divertente lezione aperta, in cui  si è chiaramente percepito il piacere del rapporto tra operatore teatrale e bambini. All’interno di una scena semplice e colorata  i bambini si muovono con tranquillità. Buona la recitazione, attenta e scandita. Adeguato il movimento scenico. Il tema, attuale, diviene uno stimolo di riflessione per grandi e piccoli.
Punto di forza: Ritmo e  colore per uno spettacolo a misura di bambino.
Punto di debolezza: un maggiore coraggio nell’utilizzo della totalità dello spazio scenico avrebbe forse reso lo spettacolo ancor più divertente.

Piccole Ancelle del sacro Cuore
Il re Ciclo (I, II, III elementare)

I piccoli attori mostrano un buon affiatamento: recitano con disinvoltura, sempre attenti al ritmo delle battute. Il tema coinvolge il pubblico ma anche i bambini, che attraverso gags divertenti, mettono in luce alcuni comportamenti ecologicamente scorretti delle  famiglie italiane. Il movimento in scena risulta corretto, anche se a tratti un po’ troppo asservito alla parola. Efficaci i costumi, divertente e colorata la scena.
Punti di forza: partecipazione emotiva dei bambini.
Punti di debolezza: forse qualche parola in meno e qualche movimento in più avrebbe giovato ad uno spettacolo comunque divertente ed appassionante. Scarso l’utilizzo della musica.

Piccole Ancelle del sacro Cuore
Il re Ciclo (IV, V elementare)

Lo spettacolo delle IV e V è uguale nel titolo, nei contenuti e nella scenografia a quello delle I, II, III elementari.
Si nota nei più grandi un maggiore coraggio, uno sforzo nell’impostare la voce, per permettere al pubblico di recepire tutte le battute. Freschezza e spontaneità hanno aiutato i bambini sia nel movimento di scena sia nell’interpretazione. In complesso il lavoro è risultato molto buono.
Punto di forza: scelta del tema ambientale unitamente all’allegria dei piccoli attori.
Punto di debolezza: come il precedente spettacolo (rapporto parola-movimento, scarso utilizzo della musica) 

119° C.D. Lambruschini/ pl. Donati
Classe 1 A
Lo Schiaccianoci

Una ventina di bambini della prima classe della scuola primaria si trovano catapultati in un mondo fatato, che la meravigliosa musica di Pëtr Il'iè Tchaikovsky costruisce con grande maestria.
I piccoli attori dimostrano di aver lungamente studiato e giocato con la fiaba dello Schiaccianoci: ne sono testimonianza i fantasiosi disegni da loro prodotti durante l’anno scolastico, disegni scaturiti dall’ascolto delle bellissime melodie.
In scena risultano allegri, e divertiti. I bambini entrano in scena eseguendo movimenti circolari che mostrano una grande partecipazione emotiva ed un  desiderio di comunicare con il corpo; spesso, però, sono costretti a fermarsi e a narrare a memoria una storia che sembra più imparata che recitata.
I movimenti anche se pochi, sono risultati ordinati. La battaglia tra soldati e topi è divertente ed allegramente confusa. Buone le scene, ma sopratutto i disegni, realizzati direttamente dai bambini.
Ottimo impegno da parte di tutti per uno spettacolo che ha il suo punto di forza nella scelta di far conoscere ad un gruppo di bambini uno dei più grandi compositori europei, unitamente  alla potenzialità insita nella musica di narrare splendide storie.
Punto di debolezza: privilegiare la parola, spesso troppo didascalica, rispetto al movimento scenico.


S.M.S. Ulderico Sacchetto
Musica , movimento e...

La Scuola Media Ulderico Sacchetto si cimenta in un esperienza di teatro totale: alcuni gruppi di ragazzi suonano, cantano e danzano,  intrecciando nella stessa performance arti differenti: coristi e musicisti eseguono movimenti corporei a ritmo di musica. L’operazione è sicuramente positiva, in quanto i ragazzi si trovano ad essere protagonisti di uno spettacolo in cui espressione corporea, suono e parola divengono le facce di un unico universo: il teatro.
Il gruppo di laboratorio sembra maggiormente a suo agio, però, nelle singole arti: i musicisti suonano al flauto semplici melodie, ritmicamente corretti, con qualche sbavatura che non disturba. Le danzatrici, forse le più grintose, sono a loro agio nel movimento con i nastri, disegnando semplici ed efficaci coreografie. Il coro alterna brani classici a brani leggeri, mostrando duttilità ed intonazione. Comprensibilmente intimiditi i solisti, che comunque hanno portato a termine il loro lavoro con bravura.
Quando le arti si intrecciano si nota un impaccio generale, una certa difficoltà nel modulare una gestualità che non convince soprattutto chi la sta producendo, sicuramente per motivi dettati da una timidezza generale.
Interessanti le scelte letterarie, filo rosso dello spettacolo, proposte da ragazzi attenti e molto presi nella parte.
Punti di forza: senso della coralità e originalità nella scelta dei testi recitati.
Punti di debolezza:  il filo conduttore proposto dai testi letterari risulta a tratti evanescente e stenta a diventare trait d’union dell’intero spettacolo.


Scuola Paritaria Suor Celestina Donati
Il Barbiere di Siviglia

Il progetto nasce da una comunione di intenti: l’insegnante di musica Cascioli ha proposto ai ragazzi lo studio de’ Il barbiere di Siviglia, riuscendo a stimolare e appassionare i ragazzi, dai quali è nata l’esigenza di realizzarne una messa in scena teatrale. Lo spettacolo è dunque il risultato di una esperienza laboratoriale, che, seppur breve, è stata molto positiva. Trainante l’apporto del coro della quarta classe, che ha dimostrato di saper eseguire i brani rossiniani con attenzione e correttezza.Gli attori, in sgargianti costumi, recitano con semplicità comunicando al pubblico il loro divertimento e mettendo in scena movimenti spesso confusi ma efficaci, anche se un po’ troppo uguali a se stessi.
Punto di forza: originalità della proposta, mirata a stimolare nei ragazzi la curiosità e l’amore verso il melodramma. Buono l’utilizzo del coro.
Punto di debolezza: gli attori realizzano troppi movimenti reiterati; in alcuni momenti sarebbe stato bello vedere il coinvolgimento dell’intero gruppo attoriale e non solo degli attori/cantanti impegnati nelle singole arie.


119° C.D. Lambruschini/ pl. Donati
Classe 1C
Kieko e i ladri della notte

I bambini recitano con attenzione e si comportano egregiamente,  mostrando doti di memoria e di presenza scenica. Lo spettacolo scorre con un buon ritmo e con la forza dell’entusiasmo dei piccoli attori. Buona la regia ed adeguati i movimenti scenici, anche se alcune volte risultano appena accennati.
Le insegnanti seguono con trepidazione il lavoro dei loro alunni, che, al di là di qualsiasi imprevisto e superando le ansie degli adulti, portano a termine con successo il loro gioco teatrale.
Punto di forza: le scene, colorate e fantasiose, realizzate dai bambini durante l’anno scolastico; il tema, ben affrontato dal punto di vista drammaturgico e inserito in una giusta cornice fiabesca.
Punto di debolezza: i tre filmati proposti, nonostante la loro profondità ed il loro impatto emotivo,  hanno in parte spezzato lo spettacolo. 


Pane, vino e... poesia
Classe IV A, IV B
I.C. Pio La Torre / pl. Andersen

 Il titolo dello spettacolo spiega in maniera esaustiva il progetto teatrale: uno zibaldone che lega discipline differenti: danza, poesia e gastronomia, il tutto condito con un pizzico di ironia, il che non guasta.
Il fatto è che  proprio quest’ultima, ovvero l’ironia, diretta ad un pubblico adulto, non impaurisce minimamente i giovani attori: il testo, scritto dalla loro insegnante, è divertente e frizzante e viene da loro porto in maniera sincera, con un buon ritmo ed un coinvolgimento che affascina.
I bambini recitano spesso dietro ad un banchetto di mercato: ciò riduce di molto movimenti ed ondeggiamenti scomposti in scena, caratteristica di molti gruppi teatrali scolastici. I piccoli attori sanno stare fermi ma anche muoversi, e quindi si cimentano in divertenti balletti, vestiti da cuochi e da damigelle, oppure da pulcinella, sempre supervisionati da una attenta e robusta figura di capocuoco che compare di tanto in tanto e sembra comandarli a bacchetta.
La parti poetiche fanno sorridere: caratterizzate da una declamazione talvolta sopra le righe e da un accento cantilenante, ammiccano spesso a componimenti poetici divenuti patrimonio dell’umanità  (San Francesco e Shakespeare tra tutti).
Punti di forza: gli attori non perdono mai il ritmo, davanti a un testo di difficile recitazione, a tratti assurdo ed ironico. Suscitando l’ilarità dell’uditorio colpiscono nel segno e dimostrano di sapersi adeguare perfettamente agli stimoli ed alle sfide degli adulti. 
Punti di debolezza: probabilmente evitando  di utilizzare in senso realistico farina, acqua e vino, si sarebbero realizzati dei cambi di scena maggiormente veloci con chiusure di sipario più brevi.


Life Long Learning (Imparare Per Tutta La Vita)
Classe V sez. unica
I.C. Pio La Torre / pl. Andersen

 La quinta classe della scuola Andersen presenta uno spettacolo frutto di una attività espressiva dei cinque anni del corso primario: grazie alla loro insegnante, i ragazzi hanno imparato tecniche di rilassamento, di espressione corporea, di gioco attraverso il teatro e, divertendosi e divertendo, le mettono in scena nella prima parte della pièce.
Due ragazzi cantano “Io vivo per te”, con attenzione e adeguata intonazione; tutti riescono a catturare l’attenzione del pubblico scatenandosi a tempo di rap. Apprezzabile l’incontro tra i ragazzi e la loro insegnante che li sfiora delicatamente, con un drappo bianco: ne trapela un grande affetto da ambo le parti.
Il secondo tempo dello spettacolo è dedicato ad alcuni brani da “Giulio Cesare di Shakespeare”; i ragazzi sono molto attenti e calati nelle parti: tra tutti spiccano Bruto, Cassio e Giulio Cesare. Non importa che le parole spesso non si capiscono (d'altronde sarebbero necessari anni di dizione e di impostazione della voce per far intendere perfettamente le parole del bardo, preparazione certo non richiesta a questi ragazzi), si intendono però le forti e puntuali motivazioni nonché  l’energia che muove i corpi dei piccoli attori.
Punto di forza: il percorso laboratoriale iniziale e la recitazione semplice e spontanea.
Punto di debolezza: nella seconda parte i ragazzi si muovono in scena ondeggiando e passeggiando sul palco in maniera poco ordinata.


Sc. Parit. S. Antonio, V. Benedettine
Se il tempo fosse un gambero

La quinta classe si cimenta in uno spettacolo difficile e ambizioso: "Se il tempo fosse un gambero", scritto da Iaia Fiastri e Bernardino Zapponi nel 1986, ha visto tra i protagonisti alcuni tra gli attori più importanti del panorama teatrale italiano (Enrico Montesano, Nancy Brilli). Ma questo non impaurisce i giovani attori ed i loro insegnanti: infatti, essi si avvalgono della capacità, insita negli esseri umani e specialmente nei bambini e ragazzi, dell’imitazione. I grandi attori diventano, quindi,  i punti di riferimento: i piccoli studiano recitazione, ritmo, movimento in scena, danza, osservando ed apprendendo dai  professionisti. E questo è sicuramente un circolo virtuoso. 
Tutto funziona, lo spettacolo è divertente: ottima la prova del diavolo/ Max, che si muove  tra i personaggi commentando con il giusto ritmo. Le sue battute sono sempre a tempo, qualche volta forse un pò troppo veloci, tanto da farne perdere qualche parola, ma il senso rimane.
Le due Adeline, il principe polacco Amedeo Poniatowskij, la madre,  sono divertenti e gradevoli, così come tutti i personaggi che si presentano mostrando al pubblico il proprio piacere di recitare e di raccontare una storia.
Punto di forza: il ritmo e la recitazione, fresca e spontanea.
Punto di debolezza: le numerosissime e prolungate chiusure di sipario hanno spezzettato troppo lo spettacolo.


I.C. D. R. Chiodi / Sec. I grado
Una donna e i suoi cinque corteggiatori

 È piacevole trovare in una scuola media insegnanti che realizzino corsi di pianoforte. È ancora più piacevole vedere gli stessi allievi musicisti cimentarsi in uno spettacolo in cui sono protagonisti non solo nell’esecuzione della colonna sonora, ma anche nella recitazione.
Lo spettacolo è un connubio tra lo splendido mondo delle mille e una notte e la meravigliosa musica di Rimskij-Korsakov.
Le scene, semplici e ben ritmate, sono una giusta alchimia risultante tra narrazione di una storia, espressione mimica e gestuale di emozioni e stati d’animo, ed azione teatrale parlata.
La piccola compagnia è in grado di gestire lo spazio scenico: si muovono con ritmo, si aiutano a vicenda, quando necessario vanno al pianoforte a scandire con le note di Rimskij-Korsakov l’azione scenica. I narratori corretti e puntuali, sono attenti allo scorrere degli eventi in scena, cadenzati dalle loro parole. 
Lo spettacolo è gradevole: in alcuni momenti si sottolinea con pochi gesti o qualche sguardo il desiderio degli uomini verso Sheherazade, desiderio sempre però giustamente condito con un pizzico di ironia.
Molto brava la giovane Sheherazade, che si avvale di un gruppo ben affiatato di pretendenti.
Divertente la trovata dell’armadio e del finale.
Punti di forza: i ragazzi hanno formato una vera e propria compagnia teatrale in cui tutti fanno tutto e ci si aiuta a vicenda.
Punto di debolezza: qualche chiusura di sipario di troppo.

 
Sc. Parit. S. Antonio, V. Balduina
L’arcobaleno: la ricchezza della diversita’

 Lo spettacolo è una metafora della nostra società: multiculturale e multirazziale, diviene ricchezza in quanto è piena di colori differenti che si incontrano ed insieme sono capaci di costruire una comunità complessa, articolata ed armonica.
I bambini recepiscono il messaggio con serietà ed attenzione, trasferendo nello spettacolo la loro allegria e gioia di vivere. Nei balletti tutti si muovono a tempo, creando simpatiche coreografie (serpenti ruote, archi), efficaci e ben ritmate.
La recitazione è pulita, i movimenti sono ordinati, nonostante spesso in scena siano presenti più di venti attori.
La narrazione si inserisce correttamente nell’azione teatrale realizzando una gradevole alternanza. Interessante la figura del Pittore della vita, impersonato da un giovane attore molto compreso nella parte, che cerca una mediazione tra i colori ed infine viene scacciato dalla città. Il suo messaggio rimane forte e chiaro: la nostra vita diventerà colorata solo se ci sapremo aprire agli altri.
Punti di forza: l’utilizzo del movimento e dei colori.
Punti di debolezza: nell’ultima parte dello spettacolo, i messaggi sulla ricchezza della diversità, già contenuti all’interno della favola e chiariti in maniera esaustiva, vengono reiterati.

 
Liceo Classico Tacito/Succursale
Girotondo

 Girotondo di Arthur Schnitzler è un testo borghese dell’inizio del ‘900 giocato su differenti piani: rapporti sessuali, rapporti di coppia, condizioni sociali ed umane differenti, che coinvolgono coppie di attori, a turno.
Il laboratorio teatrale del Tacito ha scelto questo testo e lo ha messo in scena correttamente, accostandolo ad un “girotondo contemporaneo”: altrettante piccole scene di coppia ambientate ai nostri giorni.
Le figure di Schnitzler accarezzano il corpo dei ragazzi: essi mostrano grande impegno e forniscono una buona prova di recitazione nonostante a tratti i personaggi, legati ad una società borghese fine ottocentesca, sembrano un po’ lontani dalla loro sensibilità.
Più a loro agio nel girotondo contemporaneo, dove, sciolti, allegri e disinibiti, hanno mostrato con bravura chi sono, come sono fatti, quali sono i loro problemi e quali le caratteristiche dei loro rapporti interpersonali, di coppia e sessuali.
Costumi semplici ed efficaci. Buono il ritmo, fluente e senza cali di attenzione, frutto di un serio lavoro laboratoriale.
Punto di forza: impegno, serietà e partecipazione emotiva.
Punti di debolezza: lo spettacolo, per motivi sicuramente legati alla drammaturgia scelta, ha privilegiato i momenti dialogici rispetto al movimento corale.


S.M.S. P. Stefanelli, pl. Via Taverna
La dodicesima notte

 Il laboratorio stabile della Scuola Stefanelli affronta con adeguata serietà uno dei capisaldi della drammaturgia di tutti i tempi.
L’incipit è molto promettente: i giovani attori cantano e suonano. I movimenti in scena sono molto interessanti: al suono di musiche seicentesche i giovani attori disegnano traiettorie sicure e gradevoli, raggiungendo lo spazio scenico a loro riservato.
Ottime alcune trovate come la vestizione di Viola in scena. Divertente il siparietto dello zio di Olivia, Sir Toby, con la cameriera Maria, accompagnati dal compagno di bevute Sir Andrew. Non da meno Malvolio, capace di trasformarsi da serio servitore in languido innamorato.
Molto buono l’utilizzo delle luci che dividono bene lo spazio ed aiutano lo spettatore nella fruizione della pièce.
Le musiche, se nella prima parte tengono conto dell’epoca e degli avvenimenti, nella seconda si perdono lasciando posto ad armonie ottocentesche, musiche moderne e popolari. Belli e curati i costumi.
Si nota un impegno notevole da parte di tutti, insegnanti ed attori: forse un pizzico di allegria in più non avrebbe guastato.
Punto di forza: il gruppo, affiatato, eclettico e molto attento (dietro le quinte non si ode volare una mosca).
Punto di debolezza: talvolta gli attori si dispongono sul palco in maniera poco ordinata, con qualche schiena di troppo.

Scuola Comunale Infanzia Besso
Sez. D
Ma che storia siamo noi…

 L’esperienza del teatro è una magia, un sortilegio che sembra impalpabile e che invece rivive continuamente nel corpo degli attori e degli spettatori. I bambini della sez. D della scuola Besso hanno, secondo noi, recepito questo messaggio direttamente dagli insegnanti e lo hanno allegramente riproposto al pubblico.
Magia è la chiave dello spettacolo: i bambini hanno profondamente compreso la bellezza di un gesto semplice ritmato a tempo di musica e regalato come un dono preziosissimo al proprio pubblico.
Poco altro è da aggiungere: belle le canzoni, semplici e raffinati i costumi, avvincenti i brani di Zucchero attraverso i quali i bambini hanno saputo modulare i loro movimenti, arrivando ad un finale in cui, quasi a rallentatore, si presentavano al pubblico, con l’aria sorniona e accattivante.
Punto di forza: la semplicità del gesto a ritmo di musica.
Punto di debolezza: vista l’età dei bambini forse lo spettacolo è stato un po’ troppo lungo.

 Siamo alla conclusione della XIX festa delle scuole: nel corso delle giornate di spettacolo la giuria ha notato quanto le scuole si siano impegnate e quanto, durante questi sei anni in cui l’Ass cult Psicoanalisi Contro ha organizzato la manifestazione, il livello sia sensibilmente aumentato. Le scuole (sia nel caso in cui il laboratorio sia condotto da operatori esterni , sia che si tratti di personale docente) si preoccupano dell’allestimento dello spettacolo in tutti i suoi particolari, riflettono e decidono in merito a molte delle strutture portanti funzionali alla messa in scena.

Proprio per questi motivi si è deciso di utilizzare dei parametri di giudizio legati alle modalità operative dell’intero gruppo teatrale:  esso deve sapersi muovere sul palco, essere organizzato; i più preparati debbono aiutare coloro che hanno maggiore difficoltà, bisogna sapersi occupare di più cose e di essere utili al momento giusto.  Proprio alla luce di tali considerazioni la giuria ha avuto maggiore interesse per quegli spettacoli dal sapore “corale” dove gli attori hanno lavorato insieme e dove tutti sono riusciti ad essere protagonisti in un modo o nell’altro.  Tale metro di valutazione ci ha aiutato ad osservare quale tra le scuole partecipanti  si sia maggiormente avvicinata all’ideale struttura di una vera compagnia, attenta e rispettosa dello spazio teatrale.

Decidere è stato comunque difficilissimo poiché gli attori, piccoli e grandi, assieme agli operatori, hanno mostrato un alto livello organizzativo, logistico, ma anche una buona capacità nel muoversi assieme sul palco.

Alcuni spettacoli hanno avuto un quid, un briciolo di grinta, di allegria, di incisività e di organizzazione in più di tutti gli altri.

Nella categoria piccoli iniziamo con  un premio speciale.

Menzione speciale
della giuria a  “Ma che storia siamo noi…” per la poeticità del messaggio: il piacere di fare un gesto da consegnare come un dono al pubblico.  Ma quel gesto diventa il movimento di un gruppo di bambini (tra i 3 e i 5 anni) che si muovono al suono di una musica. Ed è un movimento che affascina.

Sempre nella categoria piccoli due primi classificati ex aequo.
La giuria premia lo spettacolo “Il tempo di Momo” della scuola Lambruschini /Sordi proprio per la disciplina e l’organizzazione sul palco: un esercito di bambini che si muove ordinatamente e scandisce il tempo teatrale con battute incisive, semplici e scattanti.

Ex Aequo “Il paese verde”
, della scuola Sacro Cuore: un trionfo di colori e di divertimento. L’operatore ha avuto il coraggio di giocare con i bambini senza mai prevaricarne le motivazioni e le movenze. Insieme, nonostante la tenera età, si sono mossi sul palco senza paura e con la finalità di raccontare qualcosa di importante: la storia che hanno costruito per il pubblico.

Nella categoria medi premiamo “Pane, vino e ... poesia” della scuola Pio La Torre /Andersen per la capacità di tenere desta l’attenzione del pubblico senza mai una caduta di ritmo, con una recitazione frizzante, balli e  canti. Un lavoro corale in cui tutti sono stati coinvolti e tutti protagonisti, realizzando alla fine uno spettacolo divertente ed ironico.

Passiamo alla categoria grandi .

Menzione speciale della giuria a “La dodicesima notte” della Scuola Stefanelli. L’impegno è stato grande, arduo il compito e ottima la riuscita. Abbiamo visto ragazzi recitare, cantare e suonare senza mai perdere il ritmo, utilizzando trovate sceniche molto interessanti e movimenti corali che hanno conquistato l’attenzione del pubblico.

Primo premio
a “Una donna e i suoi 5 corteggiatori” della scuola Chiodi;  i ragazzi sono in grado di muoversi sul palco, mimare, parlare, suonare e, se necessario fungere da macchinisti e da aiuto registi, aiutandosi vicendevolmente e divertendosi, come se si stesse facendo un gioco (e il teatro è proprio un gioco)

Infine una menzione speciale all’attore Brian Piccione  cha impersonato il Diavolo/Max de “Se il tempo fosse un gambero” della scuola S. Antonio Via delle Benedettine, per il coraggio, la precisione ed il ritmo con cui ha portato a termine un difficilissimo compito , a suo tempo di Enrico Montesano, ovvero quello di impersonare il protagonista della pièce.

 Un arrivederci a tutti alla prossima edizione.

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