Il teatro (…) è terapeutico perché, attraverso Eros (se uno spettacolo è privo di Eros, non è che un gioco sado-masochistico o narcisistico) ci si può appropriare dei significati della vita e le maschere divengono esplicite: non gabbie, ma inevitabili moduli di espressione in cui, o dietro cui, spettatori e attori possono ritrovare un'identità ed anche imparare a giocare con le varie identità.
(Sandro Gindro, A Tiresia, Psicoanalisi Contro Editore, Roma, 1983, pag.48)